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Primi passi con la Sony Qx10

Da ieri felice possessore della QX10, per abitudine uno dei primi aspetti che vado a verificare è l’aggiornamento del firmware, spesso molto importante per risolvere eventuali problemi prima di incontrarli.

In questa pagina vengono pubblicati gli aggiornamenti firmware ed i manuali d’uso:
http://www.sony.it/support/it/content/cnt-dwnl/prd-dime/sony-dscqx10-firmware-update-ver02-win/DSC-QX10

La versione installata era la 0.1, disponibile online la 2, un salto temporale quindi che sicuramente non può che aver introdotto qualche differenza.
L’aggiornamento è davvero semplice, dalla pagina linkata poco sopra si procede con il download del file, si collega la fotocamera al pc , win o mac, e si lancia l’applicazione.

I passi qui riportati riguardano la procedura in ambiente windows, pochi step molto chiari.

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Al termine di questo aggiornamento inizio a muovere i primi passi.
Da manuale la QX10 è compatibile in ambiente Android e iOS di Apple, cercando un po’ online ho trovato una applicazione di terze parti chiamata SCRAP, si interfaccia alle api di Sony, da qui l’acronimo del nome, e permette di sfruttare tutte le funzioni della camera (testata personalmente su NOKIA Lumia).
Tornando ai due ambienti supportati l’applicazione è proprietaria, si chiama PlayMemories Mobile.

Il primo collegamento alla camera può avvenire in diversi modi, per i dispositivi Apple e Windows Phone tramite WiFi con l’inserimento manuale della chiave, per Android tramite WiFi e, se disponibile il chip NFC, senza inserire le credenziali di accesso alla WiFi.

In che ambito mi aspetto di sfruttarla? Questa è la domanda giusta.
Per come vedo questo oggetto voglio evitare il confronto con una fotocamera compatta tradizionale perché risulterebbe pari, senza ne infamia ne lode; un semplice pareggio non può giustificare il passaggio ad una camera meno convenzionale come questa, è questo il punto in cui invece ne vedo la potenzialità.
Mi immagino la condizione limite, come sporgersi da un punto dove non è possibile guardare, avvicinarsi ad un animale suscitandone la curiosità al posto della paura, piuttosto che posizionarla su un paletto con un gorillapod e scattare al passaggio di un’auto sportiva senza il rischio di avvicinarsi troppo e, soprattutto, in un periodo così spinto nel social per tutte quelle condizioni di autoscatto, o meglio ancora “selfie” per cavalcare l’onda dei vari VIP.
Ci sono poi un’infinità di applicazioni professionali come inquadrature in posizioni difficili di un auto per meccanici o periti, etc etc..

Nei prossimi giorni la porterò un po’ in giro per prendere confidenza con la qualità ottica in diverse condizioni di illuminazione.
Il feeling è immediato nei primi minuti, costruzione di qualità, impressione robusta, design pulito e leggera, piccola e facilmente trasportabile in tasca.
L’accessorio inserito nella confezione permette di attaccarla al cellulare conferendole l’aspetto di una bridge.
La durata della batteria, così a spanne credo un’oretta di utilizzo.
La qualità ottica è garantita da alcuni fattori: lente Sony G, stabilizzatore ottico, zoom ottico 10x.

A presto con qualche scatto di prova.
Per seguirne le immagini cercate su Twitter il tag #SonyQX .

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